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I pescatorisi impegnano per delle acque sane

L’Assemblea dei delegati della Federazione Svizzera di Pesca FSP tenutasi ad Altendorf ha approvato all’unanimità una risoluzione contro l’immissione nei corsi d’acqua e nei laghi di pesticidi provenienti dall’agricoltura. Qui di seguito il contenuto del testo della risoluzione.

Per la risposta siete pregati di cliccare sulla domanda

Perché la FSP sostiene le iniziative?

L’agricoltura attuale, con un uso massiccio di pesticidi e antibiotici nonché quantitativi di bestiame troppo elevati, minaccia l’ambiente e infine anche l’uomo. Le iniziative in corso mostrano una nuova via per l’uso delle nostre acque, per la nostra salute, e per il futuro della nostra agricoltura.  

Valido per entrambe le iniziative


 

 

Perché la FSP sostiene entrambe le iniziative?

Per esercitare una forte pressione politica a favore di un cambiamento nella legislazione sull’agricoltura è importate che entrambe le iniziative raggiungano il numero di firme necessario (100000).  

Valido per entrambe le iniziative


 

 

Quale iniziativa è migliore?

Si tratta di due iniziative le cui richieste, in parte, si completano, ma che presentano anche differenze.

L’ Iniziativa pesticidi vuole proibire l’uso di pesticidi di sintesi così come l’importazione di prodotti che sono stati trattati con i medesimi.

L‘ Iniziativa acqua potabile è più completa. Essa include sia tutti i pesticidi (quindi anche le sostanze velenose impiegate nell’agricoltura biologica), sia l’uso profilattico di antibiotici così come la detenzione di animali confacente al luogo, in cui la detenzione è adattata al foraggio presente in natura. Tutti e tre gli aspetti influenzano l’ambiente e la qualità delle acque in modo significativo.

L’impostazione dell’iniziativa è liberale, per cui le aziende che non rispettano queste direttive vengono escluse da una parte considerevole dei pagamenti diretti (nessun divieto).

Può avvenire, nel caso in cui entrambe le iniziative entrino in vigore, che il Consiglio federale elabori un controprogetto equilibrato.    

Valido per entrambe le iniziative


 

 

Le iniziative sono troppo estreme

No. Un’agricoltura sostenibile in Svizzera è possibile.  

Secondo la Costituzione federale art. 104, la politica agraria ha l’obbligo di sviluppare un’agricoltura che sia il più sostenibile possibile. Ma ciò finora è stato attuato in modo davvero insufficiente. Nessun obiettivo ambientale in ambito agricolo è stato raggiunto dall’agricoltura svizzera negli ultimi 20 anni, obiettivi che concretizzerebbero il diritto in vigore, nonostante vi siano delle sovvenzioni statali molto elevate se paragonate a quanto succede a livello internazionale. Il motivo di ciò sono, tra l’altro, i pagamenti diretti che non sono allineati allo scopo. Una gran parte dei pagamenti diretti incentiva un tipo di agricoltura che non è sostenibile. Le iniziative vogliono fare pressione sulla politica agraria, e affrontare infine la situazione fallimentare attuale.       
Entrambe le iniziative sono realistiche. Come 6000 contadini bio possono gestire con successo un’azienda senza l’uso di pesticidi, così possono farlo anche gli altri.
In futuro dovranno quindi venir incentivati a perseguire questo obiettivo.  

Valido per entrambe le iniziative


 

Link:

Il Consiglio federale ammonisce: l’agricoltura non raggiunge gli importanti obiettivi ambientali.

https://www.pronatura.ch/news-de/items/bundesrat-ruegt-landwirtschaft-erreicht-wichtige-umweltziele-nicht

 

 

Le iniziative vanno contro i nostri contadini

No. Le iniziative giovano ai nostri contadini. La domanda di prodotti sostenibili è continuamente in crescita. Vengono addirittura importati prodotti bio, per poter rispondere alla domanda interna. Se riuscissimo ad afferrare quest’occasione, questa fetta di mercato non sarà più lasciata all’estero.

Qualità invece di quantità è il motto del futuro e la prospettiva per l’agricoltura svizzera.

I prodotti provenienti da un’agricoltura sostenibile, libera da pesticidi, non suscitano solo in Svizzera un ottimo profitto, ma offrono anche la possibilità d’esportazione a buon prezzo nel mercato globale.  

La permanenza dei contadini allo stato attuale, porterebbe al contrario, a medio termine, al tramonto dell’agricoltura svizzera, dato che i contribuenti non sono più disposti a pagare per i contadini che danneggiano l’ambiente e infine noi stessi. 

 

Valido per entrambe le iniziative


Link:

Bruna svizzera: L’agricoltura bio col vento in poppa http://www.bioaktuell.ch/fileadmin/documents/ba/medienspiegel/medienspiegel-2017/2-februar-2017/chbv_stierenauswahl_2017-02-28.pdf

 

Latte bio -  un bene che scarseggia  https://www.bauernzeitung.ch/news-archiv/2017/biomilch-ein-knappes-gut/

 

Chi compera in Svizzera prodotti bio  https://www.agrarforschungschweiz.ch/artikel/2014_09_2002.pdf

Tages- Anzeiger: Anche il bio svizzero spesso viene dall‘estero

https://www.tagesanzeiger.ch/wirtschaft/auch-schweizer-bio-kommt-oft-aus-dem-ausland/story/27608897

Le richieste mettono in peri-colo la produzione agricola e l’approvvigionamento inter-no della popolazione svizzera

Le iniziative non mettono in pericolo la produzione agricola.

La sicurezza alimentare non è messa in pericolo dal divieto dei pesticidi, né in Svizzera né nel resto del mondo.

La produzione di carne, nei quantitativi attuali, è possibile in Svizzera solo con una massiccia importazione di foraggi, e non ha niente a che vedere con un’agricoltura sostenibile e legata a quanto presente sul territorio.

Anzi è altamente dipendente dall’estero, e provoca in Svizzera, a causa delle eccedenze di concime che risultano, molteplici problemi ambientali.  

Pesticidi: Per i pascoli, che in Svizzera rappresentano più di quattro quinti delle superfici agricole, le iniziative non hanno alcune ripercussioni negative sul raccolto. Anche per le importanti colture di campi e per le colture speciali, i raccolti derivanti dalla produzione libera da pesticidi non sono minori o lo sono solo in modo insignificante. Per le altre colture, come per esempio per la colza, è ancora necessario un lavoro di ricerca e sviluppo, affinché si possa garantire un buon e sicuro rendimento anche senza pesticidi. Finora la ricerca è stata ampiamente trascurata, cosa che dovrebbe cambiare con le due iniziative.

Complessivamente le rendite caleranno, se del caso, solo in misura irrilevante. Un punto fondamentale per il miglioramento della sicurezza alimentare e per la riduzione delle importazioni non è un raccolto che sia il più abbondante possibile, ma la riduzione dell’attuale enorme perdita di generi alimentari che avviene nel percorso fra il campo e le nostre tavole, perdita che ammonta a più del 30%. La sua cospicua riduzione è possibile, e può diminuire le nostre importazioni in modo molto più elevato, efficace e redditizio rispetto all’agricoltura intensiva basata sull’uso massiccio di pesticidi.

Una tecnica di coltura sostenibile necessita di meno energia e meno acqua, genera meno gas serra e aumenta la naturale fertilità del suolo. Inoltre la coltura sostenibile migliora pure la sicurezza alimentare, contrariamente all’agricoltura intensiva che la mette sempre più in pericolo.

Le iniziative aiutano a porre un freno alla perdita di biodiversità e a ridurre i carichi che terreni ed acque subiscono a causa dei prodotti chimici agrari, dei concimi delle aziende agricole, e degli antibiotici.  

Valido per entrambe le iniziative    


Link:

WWF Foodwaste http://www.wwf.ch/de/hintergrundwissen/hintergrund_konsum/essen_trinken/foodwaste/

UN experts denounce 'myth' pesticides are necessary to feed the world

https://www.theguardian.com/environment/2017/mar/07/un-experts-denounce-myth-pesticides-are-necessary-to-feed-the-world

Chiarimento da Berna: Agricoltura sostenibile senza l’uso intensivo di pesticidi

https://www.publiceye.ch/de/themen-hintergruende/landwirtschaftbiodiversitaet/pestizide/loesung-nachhaltige-landwirtschaft/

 

 

Tutti i contadini saranno obbligati a produrre bio?

No. Si richiede una produzione sostenibile ed ecosostenibile senza pesticidi, senza l’abuso di antibiotici e basata sul foraggio disponibile in azienda.

Il bio pone maggiori esigenze che riguardano l’esercizio nel suo complesso.      


 

 

I contadini svizzeri utilizzano più prodotti fitosanitari rispetto agli altri?

A causa di una raccolta dati purtroppo estremamente lacunosa non lo si può determinare con sicurezza. Ciò che invece si può affermare con sicurezza è che la Svizzera figura tra i paesi la cui agricoltura fa un uso particolarmente ampio di pesticidi. È ciò è inaccettabile per un paese che investe nell’agricoltura sostenibile, tramite vari fondi statali, più di tutti gli altri paesi.

I consumatori si aspettano che i prodotti agricoli svizzeri siano prodotti in modo sostenibile come quelli che vengono importati dall’estero. Perciò sono disposti a pagare un costo maggiore. L’agricoltura, nelle pubblicità, pone l’accento e sottolinea proprio la sostenibilità (p.es. l’attuale pubblicità della carne e dei legumi). Ma finora mancano i dati di fatto, e molte promesse che vengono fatte ai consumatori non hanno fondamento.    

Uno studio dell’Ufficio federale dell’ambienta (UFAM) ha calcolato che in Svizzera annualmente si impiegano 4,5 kg di prodotti fitosanitari per ettaro (superficie agricola senza pascoli permanenti (CH = 68% della SA)), contro i soli 2,4 kg in Austria e 2,7 kg in Germania.

 

 

L’obiettivo della Confederazione, e cioè ridurre l’uso dei pesticidi a 1500 tonnellate, non è mai stato raggiunto. Infatti da 20 anni il loro impiego è stabile e si situa chiaramente al di sopra delle 2000 tonnellate. L’Ufficio federale dell’agricoltura non ha evidentemente utilizzato il budget agrario in modo efficace.    

Le iniziative richiedono una svolta della politica agraria, che investa infine il denaro dove previsto, giusta la Costituzione e gli obiettivi posti dalla Confederazione stessa, vale a dire a favore di un’agricoltura sostenibile. Pochi altri paesi dispongono di presupposti così favorevoli per fare passi in avanti riguardo all’uso di pesticidi e mostrare come si possano produrre generi alimentari anche senza l’uso continuo di sostanze tossiche per l’ambiente.    

Valido per entrambe le iniziative  


 

Link:

Confronto delle normative ambientali nel diritto agricolo in EU e stati membro selezionati, così come in Svizzera   https://www.bafu.admin.ch/dam/bafu/de/dokumente/recht/rechtsgutachten/vergleich_der_umweltbestimmungenimlandwirtschaftsrechtdereuunau.pdf.download.pdf/vergleich_der_umweltbestimmungenimlandwirtschaftsrechtdereuundau.pdf

 

 

I prodotti fitosanitari non sono velenosi, dato che i produttori devono ottenere l’autorizzazione dagli uffici statali predisposti

È falso. Molti prodotti fitosanitari sono altamente tossici. Il loro utilizzo è permesso sempre solo contro l’osservanza di determinati vincoli. 

I permessi vengono stabiliti sulla base di documentazioni che vengono fornite dai produttori. La sperimentazione non rispecchia le reali condizioni negli ecosistemi complessi. E non forniscono alcuna prova sicura riguardo all’assenza di tossicità per l’uomo e gli animali. L’effetto del cocktail di veleni, quindi dei miscugli dei vari pesticidi, come presente nelle nostre acque e nel nostro cibo, non è inoltre nemmeno chiarito.    

Le autorizzazioni si riferiscono sempre ad una sola e singola sostanza, mentre non si tiene conto dei coadiuvanti e delle possibili combinazioni con altre sostanze. Le sperimentazioni di base sono discutibili, a causa delle differenze con le specie animali che fanno da cavie e dei test effettuati in ambienti standardizzati. Non comprendono considerazioni sui possibili effetti a lungo termine in un ecosistema così complesso come quello delle nostre acque.

La valutazione della pericolosità per l’ambiente e per l’alimentazione non considera l’effetto del “cocktail di veleni”.  Per ogni singola sostanza vi è un valore limite, valore per di più adottato dall’UE senza esitazioni.

L’autorizzazione non dà quindi nessuna garanzia che i pesticidi siano “sicuri”, né per l’ambiente né per l’uomo. Per questi rischi ancora sconosciuti deve valere il principio di precauzione: dato che la produzione senza o con meno pesticidi è ben possibile (e lo testimoniano 6000 contadini bio), dovrebbe quindi essere d’obbligo.    

Valido per entrambe le iniziative  


 

Link:

Valori limite per legge per i pesticidi nel cibo – È tutto sicuro? https://www.greenpeace.ch/wp-content/uploads/2017/01/Studie_Pestizidgrenzwerte.pdf

Esposizioni molteplici dei pesticidi sull’uomo e l’ambiente  

https://www.greenpeace.de/sites/www.greenpeace.de/files/Mfb_1.pdf

L’agricoltura intensiva e l’uso di pesticidi danneggiano i pesci?

SÌ – ma per lo più indirettamente. Muoiono raramente in modo evidente, ma i loro nutrimento di base viene ridotto o distrutto. 

Le concentrazioni di pesticidi nelle acque si trovano spesso al di sopra dei valori limite. In molti corsi d’acqua svizzeri sono presenti più di 100 pesticidi nello stesso tempo. È dimostrato che tutta la fauna e la flora, e in modo particolare gli insetti, vengono danneggiati in moltissime acque superficiali. E, dato che gli insetti e le loro larve rappresentano più del 70% di ciò che compone il nutrimento dei pesci, allora meno pesci possono crescere.

Valido per entrambe le iniziative

 


Links

Più di 100 pesticidi nei corsi d’acqua (EAWAG) http://www.eawag.ch/fileadmin/Domain1/News/2014/0305/100pestizide.pdf

Il pescatore a mosca: di cosa si nutrono i pesci

http://www.der-fliegenfischer.de/beitraege/10_26_26+27+28+32_froehlich_naehrtiere.pdf

UFAM: Biodiversità in Svizzera

https://www.bafu.admin.ch/dam/bafu/de/dokumente/biodiversitaet/uz-umwelt-zustand/biodiversitaet-schweiz-zustand-entwicklung.pdf.download.pdf/UZ-1630-D_2017-06-20.pdf

Science: Where have all the insects gone?

http://www.sciencemag.org/news/2017/05/where-have-all-insects-gone

Video: Va così male per i nostri insetti  https://www.facebook.com/QuarksundCo/videos/10159014797730564/

Anche la produzione biologica non se la cava senza prodotti fitosanitari

Fondamentalmente questa affermazione è corretta. Ma il numero di sostanze usate nell’agricoltura bio è però molto minore, e il loro utilizzo è legato a clausole molto severe.

L’iniziativa acqua potabile include anche l’uso di pesticidi bio problematici (a differenza dell’iniziativa pesticidi, che vorrebbe bandire solo i veleni di sintesi). Ad ogni modo si tratta davvero solo di poche sostanze o gruppi di sostanze e, semplificando, di rame (fungicida), piretro e neem ( 2 insetticidi). L’agricoltura bio è però disposta a rinunciare a queste sostanze, ricercando delle soluzioni alternative. Tali sostanze problematiche vengono già oggi utilizzate nell’agricoltura biologica in quantitativi molto più ridotti rispetto a quanto si fa nell’agricoltura convenzionale.

In breve: L’agricoltura bio deve obbligatoriamente essere integrata nel dibattito sui pesticidi. Tuttavia, è già oggi molto più vicina ad un’agricoltura libera dalle sostanze tossiche rispetto all’agricoltura convenzionale che sparge nei campi a cielo aperto veleni molto velenosi per l’ambiente e l’uomo, spesso senza necessità, in grandi quantità e quale procedura standardizzata.

Valido per entrabme le iniziative


 

Link:

Bio Suisse:
https://www.bio-suisse.ch/de/mehrbiowenigerpestizide.php

Il piano d’azione federale „ Per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari“ regolamenta il tutto in modo sufficiente

Il piano d’azione presentato dalla Confederazione è insufficiente. La riduzione pretesa dell’uso di pesticidi è marginale. Molte misure efficaci non vengono nemmeno prese in considerazione poiché si ritiene che per proteggere l’agricoltura è meglio cambiarla il meno possibile.

Delle ricerche hanno mostrato che, con delle misure appropriate l’uso di pesticidi si può ridurre già a breve termine del 40-50%. A lungo termine, l’obiettivo è una produzione sostenibile, allineata al mercato e senza pesticidi.   

Il carico amministrativo e i costi che derivano dalla realizzazione delle normative estremamente complicate del piano d’azione, sono davvero ingenti, e questo solo per cambiare ben poche cose e “ottimizzare” l’uso di pesticidi di pochi punti percentuali. Inoltre le esperienze mostrano che la maggior parte delle direttive federali non sono controllabili o non vengono controllate.

Lo scandalo vallesano dei pesticidi ha mostrato solo la punta dell’iceberg. Vi è solo una strada sicura, economica ed efficiente: distaccarsi completamente a medio termine dai pesticidi, e cercare delle alternative (che ci sono). Questa via rispecchia d’altronde proprio la politica agraria pensata dalla Confederazione stessa: i pesticidi possono venir impiegati, alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER), solo come ultima ratio, e cioè quando tutte le altre misure hanno fallito (piramide fitosanitaria).

La prassi dell’agricoltura è oggi però tutt’altra cosa. Quasi tutti i pesticidi vengono utilizzati in modo standardizzato secondo piani di trattamento prestabiliti. Per questo motivo la Confederazione già da subito non dovrebbe elargire più nessun pagamento diretto a queste aziende.      

Il piano di riduzione dei pesticidi di Vision Agricoltura sostenuto da molte organizzazioni mostra una via chiara.

A medio termine l’abbandono dei pesticidi è fattibile, per questo la FSP sostiene con forza entrambe le iniziative

Valido per entrambe le iniziative


Link:

Piano di riduzione dei pesticidi Svizzera, VISION AGRICOLTURA Maggio 2016 http://www.visionlandwirtschaft.ch/downloads/Pestizid-Reduktionsplan_Schweiz_kurz.pdf

Come stabilito dalla legge, lungo le acque superficiali ci sono delle zone che devono rimanere libere da prodotti fitosanitari

Sì – ma spesso non vengono rispettate e i Cantoni non controllano abbastanza o non controllano affatto.

 

Le zone libere dai prodotti fitosanitari sono state ben definite, ma non vengono controllate o lo sono solo in modo insufficiente (esempio: Vallese). Inoltre, con gli spargimenti dagli elicotteri, lo spargimento esteso è la regola. È evidente che le zone definite non bastano a proteggere le acque e la nostra acqua potabile. I valori limite vengono regolarmente sorpassati nelle nostre acque.

 

Il chiudere un occhio nell’applicazione della legge è una tradizione dell’agricoltura svizzera. Ma è un veleno per il suo bene più prezioso: la fiducia dei consumatori e dei contribuenti.

Valido per entrambe le iniziative 


Link:

VISION LANDWIRTSCHAFT

L’applicazione della legge da parte dell’agricoltura: la cultura del chiudere un occhio

http://www.visionlandwirtschaft.ch/de/newsletter/aktueller-newsletter/

 

I viticoltori nebulizzano veleno – le autorità chiudono un occhio

http://www.srf.ch/news/schweiz/winzer-spruehen-gift-die-behoerden-schauen-weg

 

Valore inquietante dei pesticidi nelle acque della Svizzera – anche laddove i contadini si attengono alle prescrizioni.

https://www.srf.ch/news/schweiz/pestizide-im-wasser-behoerden-nehmen-hohes-risiko-in-kauf

Contrariamente alla Svizzera, all’estero i prodotti fitosani-tari vengono ampiamente e semplicemente utilizzati, cosa che sposterà il problema ambientale all’estero

Falso – una Svizzera libera dai pesticidi rappresenterebbe un precursore per un’agricoltura nuova e sostenibile – a livello internazionale.   


Da una parte non dovremo importare un chilo supplementare di prodotti perché, tramite la riduzione dello spreco alimentare, potremmo compensare eventuali perdite di produzione dovute al divieto dei pesticidi. D’altra parte, i consumatori e i commerci hanno i mezzi per poter garantire che le derrate alimentari importate siano il risultato di una produzione sostenibile. La Migros ha così promesso di applicare, entro il 2020, i più elevati standard svizzeri riguardo alla protezione degli animali anche a tutti i prodotti esteri. Lo stesso principio può venir applicato all’uso di pesticidi. Inoltre, l’iniziativa contro i pesticidi vieta esplicitamente l’importazione d’alimenti prodotti con pesticidi.

Con l’importazione di derrate alimentari prodotte in modo sostenibile, la Svizzera ha quindi una grande influenza sul modo in cui queste saranno prodotte all’estero, e può contribuire ben al di là delle proprie frontiere alla riduzione dell’uso di pesticidi.    

 

Valido per entrambe le iniziative

 


Dovremo fare i conti con prodotti alimentari più cari?

Oggigiorno le derrate prodotte in modo sostenibile sono innanzitutto più care perché sono necessarie sia una distinta filiera commerciale (separazione dai prodotti convenzionali) sia degli imballaggi di vendita diversificati (grossisti). Con una produzione sostenibile estesa a tutto il paese, questi elementi di rincaro saranno soppressi. Inoltre, gli eventuali sovra costi o le minori entrate dei contadini saranno indennizzati tramite pagamenti diretti, così i prodotti alimentari non saranno più cari.

Per esempio, i pagamenti diretti, finora forfettari o dispensati senza contropartita, in futuro saranno utilizzati per una produzione esente da pesticidi; e i contadini che rispetteranno le direttive riceveranno molto più denaro.

Sarà dunque possibile produrre senza pesticidi senza che i costi delle derrate alimentari aumentino. Ed è esattamente quanto già oggi previsto nella Costituzione federale, ma che non viene messo in pratica nella politica agricola.    

Valido per entrambe le iniziative


Il turismo degli acquisti aumenterà notevolmente

Il turismo degli acquisti potrebbe persino seguire la direzione opposta se la Svizzera riuscisse ad offrire dei prodotti di alta qualità esenti da pesticidi. La tendenza “salute” e il potere d’acquisto associatole non faranno o che aumentare.    

Valido per entrambe le iniziative


Cosa significa „ uso profilattico di antibiotici”?

“Uso profilattico” significa che si amministrano degli antibiotici preventivamente, senza che l’animale sia davvero malato. Oggigiorno spesso gli antibiotici vengono amministrati di default in talune situazioni, come per esempio quando si mettono in stalla nuovi animali. Ciò è pericoloso perché quando gli animali si ammalano veramente, gli antibiotici non sono più efficaci perché i batteri hanno sviluppato una resistenza. È pericoloso anche per l’uomo, perché le resistenze sono trasmissibili e gli antibiotici diventano inefficaci quando ci ammaliamo.  

Un tempo le infezioni erano la causa di mortalità più frequente. La scoperta degli antibiotici ha dunque permesso di salvare la vita di molte persone e animali.

Tuttavia i batteri possono difendersi – sviluppano infatti delle strategie che permettono loro di sopravvivere malgrado gli antibiotici: le resistenze. Con l’uso massiccio d’antibiotici, si sono sviluppati dei batteri antibiotico-resistenti, che sono stati dichiarati come «la più grande minaccia per la salute della popolazione svizzera»  dalla Commissione federale d’esperti per la sicurezza biologica. In questo caso si tratta di una minaccia multipla, perché questi batteri multi resistenti possono propagarsi tramite le acque ma anche attraverso il cibo. Più di 300 persone sono decedute in Svizzera nel 2016 perché più nessun antibiotico ha potuto aiutarle contro un’infezione che le aveva colpite.

La produzione di carne e di latte dell’agricoltura svizzera è sempre più sottomessa alla pressione dei ricavi elevati e ne paga un pesante tributo. Oggi l’allevamento d’animali in Svizzera fa uso di circa 42 tonnellate di antibiotici all’anno.

Gli animali e l’uomo sono fondamentalmente sani. Ma quando siamo stressati, le difese dell’organismo diminuiscono. Come le migliaia di agricoltori già dediti allo sviluppo sostenibile hanno potuto dimostrare, l’uso profilattico di antibiotici è inutile quando si detengono gli animali correttamente, secondo la protezione degli animali, e quando vi è una gestione adeguata. L’iniziativa sull’acqua potabile richiede dunque che le aziende agricole che fanno un uso profilattico di antibiotici, o il cui sistema di produzione ne rende necessaria la somministrazione regolare, siano escluse dai pagamenti diretti.  

Esempio: le mucche devono avere regolarmente dei vitelli per poter fornire del latte. Queste giovani bestie vengono acquistate dagli allevatori, trasportate e riunite in mandrie all’ingrasso. Ciò provoca dello stress. Inoltre, come le bestie, i batteri provengono da più fattorie. Molto spesso ciò porta a delle malattie che vengono combattute con la somministrazione profilattica di antibiotici. Vari esempi mostrano che queste ultime sono inutili quando si modifica la gestione (p.es. allevare i vitelli nella fattoria di nascita) o quando si migliora l’igiene e il clima della stalla.  

Già oggi, la metà dei vitelli vengono allevati senza somministrazione profilattica di antibiotici – e ciò si può fare anche per l’altra metà.

L’iniziativa sull’acqua potabile esige dunque che gli agricoltori che, fra 10 anni, useranno ancora antibiotici di profilassi, non potranno più ottenere pagamenti diretti.   


Links:

Commissione federale d’esperti per la sicurezza biologica: Antibiotikaresistenzen: Grösste Bedrohung für Gesundheit in der Schweiz

Schweiz am Wochenende: Germi resisteni: le infezioni prendono il volo  https://www.schweizamwochenende.ch/nachrichten/resistente-keime-infektionen-steigen-auf-hoechststand-131069564

Watson: I germi killer vanno a spasso   http://www.watson.ch/Schweiz/Wirtschaft/143814986-Die-Killerkeime-gehen-um-%E2%80%93-Spit%C3%A4ler-schlagen-Alarm

Der Spiegel: Multiresistente Keime: Mehr Tote durch Keime als durch Krebs

SRF Vitelli agli antibiotici  http://www.srf.ch/wissen/natur-umwelt/kaelber-auf-antibiotika

SRF Netz Natur: Antibiotika in der Tiermast: Gefahr durch die Hintertür

 

 

Se l’iniziativa sull’acqua potabile fosse accettata, gli animali malati non potranno più venir trattati con gli antibiotici?

Falso. Sarà proibito solo l’uso preventivo (profilattico) di antibiotici. Dopo la diagnosi del veterinario, gli animali malati potranno ovviamente venir curati e trattati con antibiotici.  

Una diagnosi affidabile e un esame dell’efficacia devono sempre essere effettuati prima di ogni somministrazione d’antibiotici.

Le autorità e molti contadini fanno tutto quello che possono per diminuire l’uso di antibiotici.

I pagamenti agricoli vanno predisposti in modo che scompaiano i disincentivanti fiscali – e che il comportamento conforme al benessere degli animali sia ricompensato (i vitelli non fanno parte del mercato di bestiame).

Ma i contadini che, fra 10 anni, quando scadrà il lungo periodo di transizione di quest’iniziativa, non avranno fatto tutto il possibile per ottimizzare l’allevamento e la gestione dei loro animali affinché le somministrazioni d’antibiotici non rappresentino più che un’eccezione, non saranno più sostenuti dal denaro delle nostre imposte.

Gli antibiotici sono dei rimedi e devono poter agire in quanto tali, in caso d’urgenza – e questo sia per l’uomo che per gli animali. La protezione degli animali è anche la protezione delle persone.

Valido per l'iniziativa "Per un'acqua potabile pulita"


Links:

Nationale Strategie Antibiotikaresistenzen (StAR)

Scheda tecnica: ridurre gli antibiotici n - Biosuisse http://www.bio-suisse.ch/media/Produzenten/merkblatt_antibiotika_d_version_20.12.2016_web_def.pdf

L’iniziativa sull’acqua potabile richiede che i quantitativi di bestiame siano adattati al foraggio disponibile – cosa significa?

Il numero di animali deve essere ridotto in modo da poterli nutrire con il solo foraggio prodotto nel paese.  

In molte regioni della Svizzera si produce molto più letame e liquame di quanto le superfici agricole siano in grado di ricevere. Nel 2016 si è persino dovuto esportare del liquame. Gli effettivi troppo elevati degli animali ne sono la causa. Per poterli foraggiare, la Svizzera “coltiva” tante terre agricole estere quante ne ha sul territorio nazionale.

Più di un milione di tonnellate di foraggio viene importato in Svizzera, e ciò aumenta di anno in anno. Questi alimenti per animali, come la soia, sono per esempio prodotti in Brasile dove vengono disboscate le foreste tropicali. Una gran parte dei nitrati che provengono dal liquame e dal concime, così come altre sostanze problematiche, penetrano nel suolo e nelle acque e dunque anche nella nostra acqua potabile.

Migros ha promesso che dal 2020 importerà solo carne proveniente da animali allevati secondo gli elevati standard di produzione svizzeri. Finché consumeremo più carne di quella che possiamo produrre nel nostro paese, è ragionevolmente l’unica soluzione sostenibile. 

23 milioni di tonnellate di liquame e concime all’anno

 

 

Valido per l'iniziativa "Per un'acqua potabile pulita"


Link:

SF DRS: Gigantische Umverteilung von Gülle und Mist
 

BAFU: Folgeprobleme des hohen Tierbestandes

Carne: Dove c’è scritto „Svizzera“, non c’è più tanta Svizzera http://www.visionlandwirtschaft.ch/de/newsletter/newsletter-archiv/

Significa che dovrei mangiare meno carne?

No, non c’è nessuna prescrizione a riguardo. Tuttavia il consumo è in diminuzione, perché sempre più persone si rendono conto che preferiscono mangiare meno carne ma che sia di qualità, quindi prodotta in Svizzera e in modo sostenibile. Per contro, le acque e l’ambiente verranno preservati e noi pescatori potremo, ogni tanto, catturare e gustarci un buon pesce.

Ma dal punto di vista dell’ambiente, l’importazione di carne, p.es. il manzo argentino, può essere rispettosa dell’ambiente e degli animali come la produzione in Svizzera che si basa sul foraggio importato.

Valido per l'iniziativa "Per un'acqua potabile pulita"


 

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ONLINE-DOSSIERS

Per i seguenti temi centrali, la FSP ha allestito un esauriente Dossier-online: 

Pesticidi

L'argomentario iniziativi pesticidi e acqua potabile

Dossier Doubs

Online Dossier zur Rettung des Doubs

Migrazione a valle dei pesci

Dossier-online sul cammino di ritorno dimenticato  

La lampreda comune

Dossier online

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